La differenza tra la calce idraulica naturale e la calce idraulica sintetica è che la prima continua l’indurimento nel tempo (fino ad arrivare a resistenze simili al cemento), mentre la seconda mantiene per tutta la sua vita delle scarse qualità meccaniche. Gli intonaci cementizi, o base cemento (scoperti nel 1800 da un ingegnere inglese) sono una miscela di Clinker (materia prima ottenuta dalla cottura di calcare miscelato con argille, in forni a temperature elevate attorno ai 1.550°C.), successivamente additivato con altri elementi (gesso, pozzolana e loppa di scarto della produzione di ghisa per dare origine ai cementi come il Portland, Pozzolanici e Altoforno). La rigidità e la scarsa traspirabilità di questi intonaci hanno provocato un insieme di problematiche (micro fessure, formazione di condensa superficiale e interstiziale) che però, data la diffusione massiccia nel mercato (in quanto hanno costi inferiori rispetto alla calce idraulica naturale) vengono recepite come “normali”. Gli elementi negativi del cemento rispetto alla calce naturale sono: - l’igroscopicità nel trattenere l’acqua assorbita per lungo tempo (presentando fenomeni di muffe e alghe), mentre la calce naturale pur assorbendo l’umidità, la rilascia velocemente; - la notevole rigidità dell’intonaco può creare micro fessure, mentre la calce ha un potere elastico 30 volte superiore; - la capacità di creare corrente elettrochimica con il muro per la differenza di PH, mentre la calce ha un PH simile alla muratura; - la minor permeabilità al vapore con conseguente formazione di condensa interstiziale e superficiale, mentre la calce ha una permeabilità al vapore anche 10 volte superiore. Per questi motivi gli intonaci di calce idraulica naturale durano più a lungo rispetto agli intonaci cementizi o base cemento. L’unica ragione che ha determinato, e determina, l’uso massiccio degli intonaci a base cementizia è perché questi permettono una realizzazione più rapida in cantiere (riduzione dei costi della manodopera) e hanno un costo sicuramente inferiore a quello della calce naturale. L'impiego di intonaci a base di cemento è inoltre il principale responsabile di altri fenomeni che interessano gli edifici e che sono sotto gli occhi di tutti: le micro fessure dell’intonaco su facciate esposte a piogge, causano infiltrazioni d’acqua che  si insinuano nella sottostante muratura, creando in casi peggiori macchie di umidità all’interno  dell’edificio. In casi minori, l’umidità rimane all’interno per la scarsa permeabilità del prodotto, procurando fattori distacco dell’intonaco o formazioni di funghi, muffa e alghe. Oltre alle problematiche sopracitate l'intonaco a base cementizia non rappresenta un buon supporto per la successiva tinteggiatura, anche nel caso dell'impiego di pitture a calce,  perché il supporto cementizio tende con il tempo a spaccarsi. Per evitare gli inconvenienti descritti Officine propone una linea di intonaci a calce idraulica naturale, la quale, oltre a rispettare il supporto murario sul quale vengono applicati, permettendo la traspirabilità in qualsiasi condizione metereologica, garantisce una ottima aggrappatura per le tinteggiature successive a base di calce. E’ importante comunque proteggere le facciate esposte alle piogge con delle pitture o trattamenti protettivi adeguati, in quanto le piogge sono acide e sporche e vanno a cambiare il PH della superficie, favorendo così l’insediamento di batteri, funghi, alghe e sporco, soprattutto nelle pareti esposte alle precipitazioni e all’ombra. La nota permeabilità di questi intonaci a calce naturale permette al vapore acqueo presente all’interno di edifici di uscire senza creare barriere e condense interstiziali nella muratura. Un intonaco a calce naturale applicato all’interno degli edifici permette anche un polmone all’umidità che si può creare nell’ambiente e quindi di assorbire il vapore acqueo in eccesso e rilasciarlo quando viene aerato l’ambiente. Officine inoltre propone ai propri clienti intonaci risananti in caso di murature  che sono state oggetto o sono soggette all’ umidità di risalita capillare dal terreno. L’esperienza ci insegna che è preferibile fermare prima la causa dell’umidità e poi intervenire nel rifacimento dell’intonaco ammalorato dai sali.

È molto importante anche analizzare la quantità e la qualità dei sali che sono presenti all’interno della muratura, in modo da poter scegliere il giusto antisale prima di applicare il nuovo intonaco (non tutti gli antisali bloccano i diversi tipi di sali presenti all’interno della muratura). Numerose ristrutturazioni o risanamenti di edifici, dopo qualche anno, hanno avuto problematiche derivanti al fatto che non si è capito la causa dell’umidità e questa è ritornata. Per tale motivo Officine prima di proporre un intonaco risanante, analizza la muratura per capire la malattia e poi consiglia la/e soluzione/i più adatte a seconda dell’esigenza del cliente, rendendo quest’ultimo consapevole dei lavori da eseguire per risolvere definitivamente il problema.